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Diffida ad adempiere, assenza dell`interesse del creditore all`adempimento e conseguente acquisto, da parte del debitore, di una sorta di diritto a non adempiere
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17/05/2010 Giurisprudenza Civile |
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La ratio legis sottesa al piu` generale meccanismo della risoluzione giudiziale ex art. 1453 c.c. appare principio di portata assai piu` ampia, e dunque legittimamente esportabile nel parallelo sottosistema della risoluzione legale, dacche` permeato dell`evidente funzione di accordare moderata tutela anche alla parte non adempiente che, assoggettata ad un`iniziativa volta alla caducazione del contratto, non puo` piu` essere,
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ex lege, destinataria di una successiva richiesta di adempimento in una vicenda in cui la definizione dell`effetto risolutorio e` ancora in itinere, destinata com`e` a formare oggetto di accertamento processuale in contraddittorio, onde porsi volontariamente, ma del tutto legittimamente, in condizione di non poter piu` adempiere. Se la proposizione di una domanda giudiziale di risoluzione implica l`assenza dell`interesse del
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creditore all`adempimento e il conseguente acquisto, da parte del debitore, di una sorta di diritto a non adempiere, non v`e` ragione di escludere che la stessa ratio non debba informare anche la speculare vicenda della diffida ad adempiere, in entrambi i casi risultando espressa inequivocabilmente la mancanza di interesse all`adempimento tempestivo.
Cassazione Civile, Sezioni Unite, Sentenza n. 553 del 14 gennaio 2009
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